Uno sguardo al Project Management #2

10 marzo 2008

Parlavamo in questo post, dei vantaggi che può arrecare all’azienda, la pianificazione parziale o totale di un progetto.
Analizziamo adesso dal lato pratico una teoria di analisi progettuale, che permette di definire il ciclo di vita di esso e di ottenere, come risultato finale, la consegna del bene o servizio progettato.
Differenziamo subito che per progetti semplici e poco strutturati, è necessario individuare delle pietre miliari(milestones) e un obiettivo(goal), in modo che sia il progettista che chi ci lavorerà direttamente si possa muovere in una direzione ben definita. Per progetti complessi, invece, l’approccio necessario è diverso. Il progetto va formato e fatto approvare, poi va monitorato continuamente cercando di risolvere eventuali problemi e guidando il progresso al fine di realizzare tutti gli obiettivi prefissati prima della consegna.
Al fine di comprendere una metodologia progettuale, abbiamo quindi bisogno di guardare il ciclo di vita del progetto che si va a delineare. I dettagli del ciclo di vita dipenderanno dalla dimensione e dal tipo di organizzazione, dalle dimensioni e dal tipo di progetto. Tuttavia, possiamo trovare molti elementi simili.
Nella maggior parte dei progetti, il ciclo di vita si compone di 6 fasi.
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Uno sguardo al Project Management

5 marzo 2008

Abbiamo già parlato nei giorni scorsi dell’organizzazione del tempo e di un’applicazione pratica di questi principi, parleremo più avanti anche di un’altra applicazione pratica più avanzata, cioè come creare diagrammi di Pert. Ma project management (o gestione del progetto, italianizzatelo un pò come vi pare) non è solo organizzazione del tempo. I cambiamenti legislativi, le mutazioni del mercato, lo sviluppo tecnologico ci obbligano a gestire progetti in modo molto più analitico e pianificato. Presupponiamo che ogni azienda abbia risorse limitate e personale limitato. La pianificazione progettuale può portare vantaggi significativi ad essa, quali:

  • Garantire che le risorse siano utilizzate per i giusti progetti;
  • Sfruttare la forza del personale;
  • Gestire cambiamenti complessi in modo organizzato;
  • Valutare rischi, definire gli obiettivi e le aree chiave di successo, fissando obiettivi di qualità.

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Pillole di Web 2.0 : Basecamp

1 marzo 2008

BaseCamp LogoParlavamo nei giorni scorsi di project manager, di come fare diagrammi di gantt per pianificare le fasi progettuali e di come distribuire ed organizzare al meglio il tempo. Continuiamo in questa direzione, analizzando uno dei servizi messi a disposizione dal web 2.0. Sto parlando di Basecamp, una web-application, ovvero un servizio accessibile via internet, che permette di gestire, in modo condiviso con gli stakeholders coinvolti, un progetto. In realtà non è possibile gestire i flussi progettuali come nei diagrammi di Gantt o di Pert, ma risulta ugualmente utile per condividere organizzazione di progetto, obiettivi, tempi da rispettare, milestone, cose da fare e persone da gestire.
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WebCollab 2.30

25 febbraio 2008

Nuova versione rilasciata nei giorni scorsi di questo storico project manager. WebCollab è ideale per coloro che hanno bisogno di condividere un progetto e di tenere traccia degli stati di avanzamento, degli obiettivi e delle responsabilità ogni volta che serve in modo semplice, veloce e condiviso tra tutti i progettisti. Un software per gestire le collaborazioni. Utilissimo soprattutto quando si lavora in gruppo e in remoto con ciascuno. Ogni progetto ha un proprio responsabile e i propri collaboratori. Per ognuno sono definiti ruoli e attività e si può consultare un calendario per visualizzare gli impegni di ciascuno in agenda. È possibile impostare un server di posta in uscita per inviare a ciascun membro del progetto le notizie in merito all’avanzamento dei lavori.

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