Google e la Privacy

GoogleIn epoca di web 2.0, la mole dei dati in circolazione sulla rete è aumentata a dismisura. Proporzionalmente sono aumentate anche le frodi, i fenomeni di phishing e lo spamming. L’utente si trova spesso spaesato e non sa quali e quante informazioni vengono raccolte e utilizzate da chi mette a disposizione determinati servizi.
Google, da anni nell’occhio del ciclone per questo tema, è stato il primo motore di ricerca a porre dei limiti temporali nella conservazione dei log relativi alle ricerche degli utenti. Dopo 18 mesi di archiviazione infatti, le ultime 2 cifre dell’indirizzo IP vengono cancellatein modo permanente e viene assegnato un nuovo cookie.

Questo per quanto riguarda l’utilizzo del motore di ricerca, mentre per gli altri servizi? Quale protezione, ad esempio, viene utilizzata per proteggere i documenti di Google Docs, o le mail di Gmail? Chi o cosa fisicamente può accedere alle nostre mail presenti nel nostro account?
Peter Fleischer, Global Privacy Consuel di Google, tenta di dare una risposta a tutte queste domande in un’intervista rilasciata a PC Professionale. In questa si dice “E’ vero che i messaggi di Gmail vengono scansionati, ma solo da sistemi automatici. Nessun essere umano ha accesso alla corrispondenza degli utenti: c’è un software che fa corrispondere a determinate parole chiave presenti nelle mail delle pubblicità mirate“. Puntualizzazione dovuta alle crescenti pressioni fatte da UE e utenti, in seguito all’affare DoubleClick. Sempre nella stessa intervista viene fatto notare che i dati relativi alle ricerche che Google conserva sono:

  • Indirizzo IP, assegnato all’utente dall’ISP. Memorizzato per 18 mesi;
  • Data e ora della richiesta;
  • Parola o frase ricercata;
  • Browser e sistema operativo utilizzato;
  • Identificativo del cookie assegnato al computer;

Oltre a questi dobbiamo aggiungere i dati relativi alla nostra identità ed i file che mettiamo in storage sui loro server, che essi siano mail o documenti o logs di discussioni.
La riservatezza sembra quindi garantita. Far conoscere buona parte delle proprie attività, delle proprie ricerche, delle proprie passioni, non è un problema per il momento e spero non lo diventi mai. Dobbiamo ammettere comunque che Google, incrociando dati di navigazione con log di strumenti quali Google Analytics, potrebbe realmente tracciare ogni attività svolta in rete da uno qualsiasi dei suoi iscritti. Situazione che ricrea per certi versi l’atmosfera Orwelliana di 1984.

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