Sull’organizzazione del tempo…

SempreDiCorsaOgni progetto richiede un tempo di realizzazione e l’inizio di alcune attività può essere indipendente o dipendente dalla fine delle attività precedenti. Eseguire lo scheduling di un progetto significa determinare esattamente i tempi di realizzazione del progetto stesso. Questa stima a priori deve esser fatta da persone con esperienza e che hanno la piena consapevolezza di ciò che il problema comporta. Nell’ambito del Project Management questa attività può essere supportata da strumenti quali il diagramma di GANTT e il PERT, che consentono di visualizzare meglio l’evoluzione di un progetto in corso.


Il diagramma di Gantt – definito anche “diagramma a barre schedulato”- è uno strumento di controllo della produzione, così chiamato in ricordo dell’ingegnere statunitense che si occupava di scienze sociali che lo ideò nel 1917, Henry Laurence Gantt. Esso mostra le varie fasi costituenti il progetto come linee che partono nel diagramma dalla data in cui devono essere intraprese e terminano alla data in cui devono essere concluse. Delle barre orizzontali, di lunghezza variabile, rappresenteranno le sequenze, la durata e l’arco temporale di ogni singola attività. Queste barre possono sovrapporsi durante il medesimo arco temporale ad indicare la possibilità dello svolgimento in parallelo di alcune delle attività.
Oltre a rappresentare le attività, il diagramma di Gantt può rappresentare l’impegno dei diversi soggetti impiegati nel progetto sia dal punto di vista della successione del tempo, che dal punto di vista della percentuale di tempo lavorativo di ciascun soggetto impiegato nell’attività. I diagrammi di Gantt non riescono sempre a mostrare l’interdipendenza delle singole attività ma risultano utilissimi in processi le cui fasi fluiscono in una semplice sequenza di eventi. Quando le fasi in cui è suddiviso un progetto sono molteplici ed hanno un elevato livello di interdipendenza diventano molto utili i diagrammi di PERT.
Il diagramma di Pert (Program Evalutation and Review Tecnique) è una tecnica di schedulazione che identifica i collegamenti esistenti tra le diverse attività necessarie per completare un certo progetto ed i tempi che occorrono. Fu sviluppato nel 1958-1959 per soddisfare le esigenze di un’ “era di massiccia ingegneria”, durante la quale le tecniche di Gantt si rivelavano spesso inefficaci. Con questa tecnica vengono messi in risalto le attività critiche ed il percorso critico di progetto, cioè l’insieme delle non-attività o di particolari eventi sequenziali che richiedono un tempo più lungo e provocano un ritardo nei tempi di realizzazione del progetto stesso. Si tratta, quindi, di una forma di programmazione più sofisticata della precedente, che prende in considerazione tre componenti: gli eventi, le attivita’ e le non attivita’. Gli eventi (fasi realizzate o milestones) di inizio o fine attività sono rappresentati da cerchi, si caratterizzano come sott’obiettivi da realizzare se si vuole procedere verso il raggiungimento del risultato finale; le attività sono rappresentate da linee spesse che collegano i cerchi; le non-attività, invece, che collegano due eventi sono rappresentate da linee sottili o tratteggiate.

Per riassumere con il diagramma di Gantt siamo in grado di:

  • visualizzare il tempo totale minimo necessario per la realizzazione del progetto;
  • visualizzare la sequenza esatta delle fasi (quando cioè è schedulata la data minima di inizio e di fine di un’ attività);
  • vedere quali fasi possono essere contemporaneamente svolte;
  • avere una chiara illustrazione dello stato di avanzamento del progetto rappresentato;
  • definire eventi o date chiave (milestones ).

Il diagramma di PERT, invece, :

  • descrive graficamente le relazioni causa-effetto, di precedenza logica e di successione temporale che intercorrono tra le diverse attività di un progetto;
  • consente di esaminare un progetto come una serie di eventi e di azioni legati tra di loro all’interno di una rete;
  • evidenzia dove focalizzare gli sforzi;
  • mette i in risalto le attività critiche ed il percorso critico del progetto;
  • permette di valutare l’effetto dei cambiamenti sul progetti.

Estratto da blogcattedra.info.it

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2 Responses to Sull’organizzazione del tempo…

  1. […] : realizziamo una Gantt Chart Parlavamo alcuni giorni fa dell’organizzazione del tempo e delle due mappe concettuali grazie alle quali è possibile pianificare i tempi progettuali. Oggi […]

  2. […] sguardo al Project Management Abbiamo già parlato nei giorni scorsi dell’organizzazione del tempo e di un’applicazione pratica di questi principi, parleremo più avanti anche di […]

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