9 Aprile 2008
Il successo di Google è dovuto all’innovazione del suo algoritmo e anche a una organizzazione aziendale che, dalla idea iniziale, ha trovato la strada giusta per alimentare il serbatoio di nuove idee. Molte delle nuove proposte della società sono il frutto di un modo di lavorare che stimola al massimo le idee dei propri dipendenti.
Un’ecosistema che fino a oggi ha funzionato molto bene e che si basa sul alcune caratteristiche riassunte nell’ultimo numero dell’Impresa dove si racconta chi sono i finalisti del premio Contest 2007 per l’innovazione nelle organizzazioni.
Google adotta una organizzazione piatta: pochi livelli gerarchici rendono più facile il flusso delle idee. Costante condivisione con tutta la popolazione delle informazioni e delle idee. Ambiente di lavoro - colori, disponibilità di giochi, aree break - che stimola creatività e innovazione.
Modi per favorire la nascita e condivisione delle idee:
- Le idee possono nascere in chiunque
- Licenza di perseguire un sogno
- innovazione, non perfezione immediata
- in ogni idea ci può essere sempre qualcosa di buono da salvare.
Da 01net.it
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Pubblicato da openpmi
10 Marzo 2008
Parlavamo in questo post, dei vantaggi che può arrecare all’azienda, la pianificazione parziale o totale di un progetto.
Analizziamo adesso dal lato pratico una teoria di analisi progettuale, che permette di definire il ciclo di vita di esso e di ottenere, come risultato finale, la consegna del bene o servizio progettato.
Differenziamo subito che per progetti semplici e poco strutturati, è necessario individuare delle pietre miliari(milestones) e un obiettivo(goal), in modo che sia il progettista che chi ci lavorerà direttamente si possa muovere in una direzione ben definita. Per progetti complessi, invece, l’approccio necessario è diverso. Il progetto va formato e fatto approvare, poi va monitorato continuamente cercando di risolvere eventuali problemi e guidando il progresso al fine di realizzare tutti gli obiettivi prefissati prima della consegna.
Al fine di comprendere una metodologia progettuale, abbiamo quindi bisogno di guardare il ciclo di vita del progetto che si va a delineare. I dettagli del ciclo di vita dipenderanno dalla dimensione e dal tipo di organizzazione, dalle dimensioni e dal tipo di progetto. Tuttavia, possiamo trovare molti elementi simili.
Nella maggior parte dei progetti, il ciclo di vita si compone di 6 fasi.
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Pubblicato da openpmi
5 Marzo 2008
Abbiamo già parlato nei giorni scorsi dell’organizzazione del tempo e di un’applicazione pratica di questi principi, parleremo più avanti anche di un’altra applicazione pratica più avanzata, cioè come creare diagrammi di Pert. Ma project management (o gestione del progetto, italianizzatelo un pò come vi pare) non è solo organizzazione del tempo. I cambiamenti legislativi, le mutazioni del mercato, lo sviluppo tecnologico ci obbligano a gestire progetti in modo molto più analitico e pianificato. Presupponiamo che ogni azienda abbia risorse limitate e personale limitato. La pianificazione progettuale può portare vantaggi significativi ad essa, quali:
- Garantire che le risorse siano utilizzate per i giusti progetti;
- Sfruttare la forza del personale;
- Gestire cambiamenti complessi in modo organizzato;
- Valutare rischi, definire gli obiettivi e le aree chiave di successo, fissando obiettivi di qualità.
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Pubblicato da openpmi
27 Febbraio 2008
Con il passare degli anni, all’interno dell’azienda, un nuovo elemento ha assunto grande importanza a corredo della produzione aziendale stessa, l’informazione. Con informazioni e dati si è potuto descrivere attività e risultati conseguiti, progettare ed organizzare la produzione e la logistica, supportare la rete commerciale e di assistenza post vendita ecc…Questi aspetti rappresentano la conoscenza aziendale (KM, Knowledge Management) e debitamente conservati e organizzati, costituiscono lo strumento più importante per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi.
Software per gestire la conoscenza aziendale ce ne sono molteplici e vengono catalogati a seconda delle loro funzioni principali in grandi categorie operative. Vediamo quali.
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Pubblicato da openpmi
24 Febbraio 2008
La responsabilità sociale delle imprese è divenuta una priorità irrinunciabile per i manager di tutto il mondo. Governi, attivisti, e media adesso tenere conto delle conseguenze sociali delle loro azioni, e le aziende con importanti programmi di responsabilità sociale recevono vantaggi promozionali non indifferenti. La CSR è l’impegno dell’impresa ad adottare comportamenti che vanno oltre il semplice rispetto degli obblighi di legge. Modello gestionale basato su valori, interagisce con la produzione (ridurre l’impatto ambientale, sicurezza dei lavoratori, non sfruttamento di minori, attenzione a qualità e sicurezza dei prodotti), il marketing (soddisfazione dei clienti), le risorse umane (formazione, valorizzazione delle competenze), gli aspetti finanziari.
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Pubblicato da openpmi